DPCM A COLORI:Zona Rossa,Gialla e Arancione

Devo ammettere che quando ho letto le prime notizie sull’ultimo DPCM e le relative Zona Rossa, Gialla e Arancione, la prima domanda é stata: “vuoi vedere che qualcuno del CTS o del governo si é letto le mie analisi di Aprile e Maggio?”.  A suo tempo, per la valutazione del rischio tra le varie regioni d’Italia, avevo creato delle tabelle cromatiche appunto di colore rosso (alto rischio), arancione (medio rischio) e giallo (basso rischio) (Vedi Figura 1):

Ovviamente non credo sia andata cosí (e me lo auguro!!! se no svariati italiani se la prenderebbero col sottoscritto): deve essere stata una semplice e banale coincidenza cromatica. Direi che ne sono proprio sicuro.

Infatti, se davvero qualcuno le avesse prese a spunto, avrebbe poi dovuto leggersi anche le successive analisi. In particolare proprio una delle ultime in cui, oltre a bacchettare le modalitá del primo DPCM, proponevo anche possibili alternative come si evinge dallo screenshot (Figura 2) dell’analisi pubblicata il 25 Ottobre (https://www.emigrantrailer.com/covid-19-fattori-di-contagio-e-nuovodpcm/).

Figura 2 – Estratto dell’ analisi pubblicata il 25 Ottobre

In generale, l’applicazione di un lockdown localizzato con una classificazione di rischio non é sbagliata. Anzi! L’ho sempre ritenuta la forma migliore. Ma ritengo errata la modalitá di applicazione.

Cosa intendo? Due aspetti.

Il primo é che, utilizzando un parametro verificabile e accessibile a tutti su base settimanale, sarebbe molto piú efficace per spiegare con trasparenza ai cittadini le scelte.

Il secondo é che l’applicazione a livello provinciale avrebbe evitato tutte queste discussioni emerse nelle ultime ore, tipo: “Perché il Piemonte é zona rossa e la Campania no?” oppure “Perché la Sicilia é zona arancione e la Sardegna no?“. Una applicazione a livello provinciale avrebbe portato a discrepanze giá all’interno stesso delle regioni e si sarebbero evitate polemiche sterili di “Nord contro Sud“, “bello contro brutto“, e altre cose simili.

E avremmo avuto differenze sostanziali se fosse stato applicato questo concetto che sto esprimendo?

Proviamo a darne risposta, andando a esaminare cosa sarebbe successo se si fossero prese in esame tutte le province per ogni singola regione, utilizzando come parametro di riferimento l’incremento del numero di casi totali per 100.000 abitanti negli ultimi sette giorni (che indicheró con X a seguire). Onestamente avrei voluto fare la valutazione rispetto all’incremento dei casi positivi, ma non é un dato accessibile a livello provinciale; sul sito del Ministero della Salute e della Protezione Civile sono disponibili solo i dati sui casi totali e sui decessi per province (http://opendatadpc.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/b0c68bce2cce478eaac82fe38d4138b1).

Per definire il livello di rischio ho utilizzato la seguente scala cromatica:

  • X maggiore di 500: Colore Rosso (rischio alto)
  • X compreso tra 251 e 500: Colore Arancione (rischio medio)
  • X compreso tra 100 e 250: Colore Giallo (rischio basso)
  • X minore di 100: Colore Verde (rischio non rilevante)

Procediamo in ordine alfabetico, ricordando che la mia analisi non puó basarsi sulla mole di dati di cui dispone il CTS e su cui il Governo ha eventualmente poi elaborato le decisioni dell’ultimo DPCM, senza fornire un dettaglio preciso di come le decisioni siano state prese.

Abruzzo

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “gialla”.

Dalla mia analisi a livello provinciale e sulla base della mia classificazione, emergerebbero due province in zona “gialla” e due in zona “arancione”.

Abruzzo – Classificazione a livello provinciale

Basilicata

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “gialla”.

Dalla mia analisi a livello provinciale e sulla base della mia classificazione, emergerebbe una situazione analoga con Potenza e Matera entrambe in zona “gialla”.

Basilicata – Classificazione a livello provinciale

Calabria

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “rossa”.

Dalla mia analisi a livello provinciale e sulla base della mia classificazione, emergerebbe un quadro completamento diverso, con quasi tutte le province in zona “verde” e solo la provincia di Reggio Calabria in zona “gialla”.

Calabria – Classificazione a livello provinciale

Campania

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “gialla”, suscitando non poche discussioni.

Andando a fare una valutazione a livello provinciale, sulla base della mia classificazione, verrebbero fuori delle situazioni molto diverse. Caserta si ritrova in zona da alto rischio e anche la provincia di Napoli non é lontana dalla zona “rossa”. Salerno e Avellino sono appena dentro la zona “arancione”, mentre Benevento ha un quadro molto piú rassicurante.

Campania – Classificazione a livello provinciale

Emilia Romagna

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “gialla”.

Dalla mia analisi a livello provinciale e sulla base della mia classificazione, la regione sembrerebbe essere divisa in due. Le province dell’Emilia in zona “arancione” (ad eccezione di Parma), mentre le province della Romagna in zona “gialla”.

Emilia Romagna – Classificazione a livello provinciale

Friuli Venezia Giulia

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “gialla”.

Dalla mia analisi a livello provinciale e sulla base della mia classificazione, la regione sembrerebbe essere anch’essa divisa in due, con le due province al confine sloveno in zona “arancione”e le altre due in zona “gialla”.

Friuli Venezia Giulia – Classificazione a livello provinciale

Lazio

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “gialla”.

Dalla mia analisi a livello provinciale e sulla base della mia classificazione, la situazione é un pó piú variegata con Viterbo, Roma e Frosinone in zona “arancione”, Latina in zona “gialla” e Rieti in zona “verde”.

Lazio – Classificazione a livello provinciale

Liguria

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “gialla”.

Dalla mia analisi a livello provinciale e sulla base della mia classificazione, la situazione vedrebbe la provincia di Genova in zona “rossa” e quella di Savona in zona “gialla”. Imperia e La Spezia in zona “arancione”.

Liguria – Classificazione a livello provinciale

Lombardia

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “rossa”.

Dalla mia analisi a livello provinciale e sulla base della mia classificazione, Milano, Monza, Como e Varese mostrano questa settimana la situazione piú critica. Altre province sono a rischio medio, mentre Brescia e Bergamo sono a basso rischio. Anche in questo caso, per alcune province, le eventuali decisioni a livello regionale possono essere penalizzanti.

Lombardia – Classificazione a livello provinciale

Marche

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “gialla”.

Dalla mia analisi a livello provinciale e sulla base della mia classificazione, praticamente tutte le province sono in zona “arancione”, ad eccezione della pronvincia di Pesaro e Urbino.

Marche – Classificazione a livello provinciale

Molise

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “gialla”.

Dalla mia analisi a livello provinciale e sulla base della mia classificazione, c’é una situazione 50 e 50 con Campobasso in zona “gialla” e Isernia in zona “arancione”.

Molise – Classificazione a livello provinciale

Piemonte

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “rossa”.

Dalla mia analisi a livello provinciale e sulla base della mia classificazione, praticamente tutta la regione é in zona “arancione”, con l’unica eccezione della provincia di Torino che é appena dentro la soglia della zona “rossa”.

Piemonte – Classificazione a livello provinciale

Puglia

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “arancione”.

Dalla mia analisi a livello provinciale e sulla base della mia classificazione, la situazione é completamente diversa con quattro province in zona “gialla” e due addirittura in zona “verde”.

Puglia – Classificazione a livello provinciale

Sardegna

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “gialla”.

Dalla mia analisi a livello provinciale e sulla base della mia classificazione, emerge una situazione molto omogenea con tutte le province in zona “gialla”.

Sardegna – Classificazione a livello provinciale

Sicilia

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “arancione”.

Dalla mia analisi a livello provinciale e sulla base della mia classificazione, emerge una situazione abbstanza omogenea con molte province in zona “gialla” (e Ragusa quasi in zona “arancione) e Trapani e Agrigento in zona “verde”.

Sicilia – Classificazione a livello provinciale

Toscana

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “gialla”.

Dalla mia analisi a livello provinciale e sulla base della mia classificazione, emerge una situazione abbastanza diversa con la maggior parte delle province in zona “arancione” e due in zona “rossa” (Arezzo e Prato). Situazione piú tranquilla al sud con Siena e Grosseto dentro la zona “gialla”.

Toscana – Classificazione a livello provinciale

Trentino Alto Adige

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “gialla”.

Dalla mia analisi a livello provinciale e sulla base della mia classificazione, Bolzano si colloca in zona “rossa” mentre Trento in quella “arancione”.

Trentino Alto Adige – Classificazione a livello provinciale

Umbria

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “gialla”.

Dalla mia analisi a livello provinciale e sulla base della mia classificazione, sia Perugia che Terni rientrano in zona “arancione”.

Umbria – Classificazione a livello provinciale

Valle d’Aosta

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “rossa”.

Dalla mia analisi a livello provinciale e sulla base della mia classificazione, la provincia di Aosta é in zona “rossa”.

Valle d’Aosta – Classificazione a livello provinciale

Veneto

Il governo l’ha identificata come regione nella categoria “gialla”.

Dalla mia analisi a livello provinciale e sulla base della mia classificazione, tutte le province sono in zona “arancione” ad eccezione di Rovigo.

Veneto – Classificazione a livello provinciale

Non conoscendo il parametro o parametri adottati dal governo, ovviamente non é possibile fare una comparazione completa, al di lá di quella presentata. Per esempio bisognerebbe essere allineati sull’intervallo temporale usato per fare la valutazione. Non ho certezze su quanto scelto dal governo (si legge da qualche parte 19 -25 Ottobre), mentre per la mia analisi ho utilizzato i dati degli ultimi giorni tra il 28 Ottobre e il 4 Novembre.

Al di lá di un’eventuale comparazione con la valutazione cromatica generata dall’ultimo Dpcm, la mia analisi mette in luce l’ importanza dei due aspetti citati all’inizio.

La scelta di un parametro di riferimento permette di pubblicare tabelle e dati comprensibili a tutti (grazie anche alla classificazione a colori). E sono convinto che, avendo tabelle di questo tipo davanti agli occhi, ogni cittadino sarebbe piú propenso a “digerire” le scelte che, ad oggi, appaiono incomprensibili. Al tempo stesso, in caso di incoerenza, il governo avrebbe il dovere di spiegare i motivi di una eventuale deviazione dalla naturale scelta dettata dal parametro di riferimento. Nelle ultime ore ho letto che il premier vuole rendere pubblici tutti i dati. Me lo auguro davvero.

La scelta poi della valutazione a livello provinciale mette in evidenza che in alcune regioni (vedi Campania, Lombardia e Lazio per esempio) ci possono essere sostanziali differenze tra una provincia e l’altra. E le decisioni a livello regionale potrebbero essere penalizzanti in modo ingiustificato per alcune province. Inoltre, nel caso di due province limitrofe (per esempio Caserta e Benevento) con una ad alto rischio e l’altra praticamente a rischio irrilevante, un lockdown a livello regionale di trenta giorni potrebbe paradossalmente portare ad un aumento di casi nella zona attualmente meno colpita, qualora ci fossero comunque spostamenti tra le due aree.

Stamattina (6 Novembre) entra in vigore il nuovo Dpcm. Quindi non resta che attendere e osservare come evolverá la situazione nelle prossime due settimane.

Mi auguro che, indipendentemente da suddivisione per province e regioni, sia il buon senso dei cittadini a far sí che nelle settimane a venire il colore dominante diventi quantomeno quello “giallo”.

Buon fine settimana.

Andrea De Filippo

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Altre analisi su Covid-19 al link: https://www.emigrantrailer.com/category/covid-19/

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