CORONA VIRUS (COVID-19): La situazione in Italia dopo 5 settimane di lockdown e prospettive di ripresa regione per regione, con valutazione del rischio su allentamento misure di lockdown

Figura 1 – Confronto tra provincia cinese dello Hubei e l´Italia sull´evoluzione dei casi COVID-19 a partire dal primo giorno di lockdown

L’Italia é alla quinta settimana di “Lockdown”, con un numero totale di 172434 per i casi totali e di 22745 per i decessi, secondo il rapporto del governo italiano pubblicato il 17 Aprile (http://opendatadpc.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/b0c68bce2cce478eaac82fe38d4138b1).

Come precedentemente illustrato (http://www.emigrantrailer.com/2020/03/31/corona-virus-covid-19-how-effective-is-quarantine-and-social-distancing-latest-data-from-italy/), l’attuazione della quarantena forzata ha sicuramente portato dei benefici. Va peró detto che la riduzione non é stata, e non é, cosí rapida come si é ovviamente sperato. In particolare, il confronto con la provincia dell’ Hubei in Cina é impietoso, in quanto dopo 5 settimane l’incremento settimanale dei casi si era ridotto a poco piú di 3000 unitá contro le attuali 27000 dell’Italia (Figura 1).

Quindi sembrerebbe necessario richiedere un ulteriore sforzo alla popolazione italiana per continuare a mantenere questo trend decrescente e possibilmente accelerarlo. Allo stesso tempo, un’analisi dettagliata regione per regione potrebbe essere utile per capire se ci sono delle zone in Italia in cui sia possibile iniziare pian piano ad allentare le attuali restrizioni, ovviamente dove la situazione si sia ampiamente stabilizzata. D’altronde é quello che sta accadendo in altre nazioni europee, dove ci si appresta ad una ripresa con cognizione di causa. Vedi per esempio la Germania che pianifica una riapertura graduale dal 4 Maggio (https://www.bundesregierung.de/breg-de/themen/coronavirus).

É questo il dibattito delle ultime ore in Italia, con posizioni diverse da parte dei governatori regionali, e decisioni che solo il ministero della Salute potrá adottare sulla base del parere del comitato scientifico, impegnato ad analizzare ed esprimersi regione per regione. In questa ottica, ho provato a mettere insieme l’evoluzione per diverse zone italiane nelle ultime 5 settimane. Differentemente dal precedente articolo (http://www.emigrantrailer.com/2020/03/31/corona-virus-covid-19-how-effective-is-quarantine-and-social-distancing-latest-data-from-italy/), ho aggiunto anche l’evoluzione dei decessi, che reputo utile per capire quanto la situazione sia realmente in miglioramento. Inoltre, come principio di base, ho mantenuto l’analisi delle evoluzioni ogni tre giorni in modo da avere un trend piú evidente. I grafici li ho resi molto semplici e ho evitato specifiche trendline (ho messo una semplice polinomiale) per non appesantirne la comprensione. La fonte originaria dei dati é sempre la stessa: il governo italiano e i dati che giornalmente vengono pubblicati dalla Protezione Civile.

Andiamo nel dettaglio.

La prima area é quella relativa alla Lombardia e all’Emilia Romagna che ho indicato come North Central – Italy. Per quanto riguarda il numero dei contagi (Figura 2) si puó osservare che c’é stato un miglioramento a partire dalla terza settimana, un trend decrescente ma decisamente lento. Negli ultimi tre giorni in Lombardia il numero di casi rilevati é stato superiore a 3000, mentre in Emilia Romagna poco al di sotto di 1000. Sono numeri decisamente ancora elevati.

Figura 2 – Variazioni a tre giorni del numero di casi COVID-19 in Lombardia ed Emilia Romagna

Per quanto riguarda la Lombardia, un’analoga considerazione puó essere fatta guardando l’andamento dei decessi (Figura 3). C’é stata una diminuzione notevole nel weekend di Pasqua, ma dall’inizio di questa settimana i decessi registrati sono tornati in linea con una diminuzione lenta. Diverso é invece il discorso dell’Emilia Romagna. Praticamente dalla seconda settimana si osserva un numero che varia di poco ogni tre giorni. Questo é indice di una situazione che si é stabilizzata, ma che non ha ancora dato segnali concreti di miglioramento. Soprattutto sono valori ancora molto elevati.

Figura 3 – Variazioni a tre giorni del numero di decessi legati a COVID-19 in Lombardia ed Emilia Romagna

L’analisi dei dati attuali di entrambe le regioni (Figura 2 e Figura 3) mi fa pensare che sarebbe davvero un rischio e un azzardo anticipare un eventuale rilassamento delle misure restrittive.

Spostandoci nel Nord Est (Figura 4), parliamo giá di numeri in assoluto decisamente inferiori alle due predenti regioni. Il Veneto presenta una decisa riduzione dei casi negli ultimi giorni, e analogamente questo sta accadendo nelle altre tre zone: Trento, Bolzano e Friuli Venezia Giulia.

Figura 4 – Variazioni a tre giorni del numero di casi COVID-19 in Veneto, Friuli Venezia Giulia, e province di Trento e Bolzano

Non bisogna peró trascurare l’andamento dei decessi (Figura 5). In questo caso, il Veneto ha una situazione abbastanza stabile da circa 2 settimane, ma stiamo ancora intorno ai 90 morti ogni tre giorni. La situazione é decisamente migliore per le altre tre zone.

Figura 5 – Variazioni a tre giorni del numero di decessi legati a COVID-19 in Veneto, Friuli Venezia Giulia, e province di Trento e Bolzano

Combinando le due evoluzioni (casi e decessi) mi verrebbe da dire che, se i trend fossero confermati nei prossimi sette giorni, un rallentamento delle misure restrittive (soprattutto per far ripartire diverse attivitá lavorative) sarebbe piú che fattibile, ovviamente mantenendo di base sia le misure di igiene che di distanziamento sociale, nonché un divieto di spostamento interregionale per evitare un ritorno di un alto numero di contagiati.

Spostandoci verso occidente, la situazione per le regioni nord-occidentali é decisamente diversa (Figura 6). Il Piemonte non ha mai realmente mostrato un rallentamento dei casi in queste cinque settimane di lockdown. E tuttora registra valori molto elevati: piú di 1500 casi negli ultimi tre giorni. Anche la Liguria presenta una situazione non proprio ottimale, con casi tra 450 e 500 ogni tre giorni. Gli ultimi giorni sono in trend decrescente, ma era giá successo qualche settimana fa un lieve decremento ed una successiva risalita. La Valle d’Aosta é decisamente in una situazione migliore, direi analoga a quella della provincia di Trento.

Figura 6 – Variazioni a tre giorni del numero di casi COVID-19 in Piemonte, Liguria, e Valle d’Aosta

Guardando l’evoluzione dei decessi (Figura 7), le precedenti considerazioni non cambiano di molto per Liguria e Valle d’Aosta. Diverso é il discorso per il Piemonte, il cui andamento é purtroppo decisamente in salita e non in discesa.

Figura 7 – Variazioni a tre giorni del numero di decessi legati a COVID-19 in Piemonte, Liguria, e Valle d’Aosta

Sulla base di questi dati, non credo ci voglia una preparazione particolare per capire che non sarebbe davvero il caso di applicare un rallentamento delle misure restrittive in Piemonte. Per la Liguria andrebbero valutati i dati dei prossimi sette giorni per avere piú certezze su eventuali azioni da intraprendere. Credo invece che la Valle d’Aosta sia in linea con potenziale rallentamento delle misure restrittive a partire da inizio Maggio, similmente a quanto ipotizzato per le regioni del Nord-Est.

Spostandoci verso il centro Italia dove il numero dei casi é mediamente inferiore alle regioni settentrionali (Figura 8), la situazione generale é di un deciso miglioramento rispetto alle prime tre settimane di lockdown. La Toscana presenta peró un numero ancora di casi elevati ogni tre giorni (poco piú di 400), e la stessa regione delle Marche ha ridotto decisamente ma con valori ancora non bassissimi (200). L’Umbria sembra invece una regione decisamente in salute.

Figura 8 – Variazioni a tre giorni del numero di casi COVID-19 in Toscana, Marche e Umbria

I dati dei decessi (Figura 9) confermano le considerazioni basate sul numero dei casi. Pertanto, mi verrebbe da concludere che Toscana e Marche siano nella stessa situazione della Liguria, con la necessitá di valutare i prossimi giorni per prendere una decisione a riguardo. Decisamente piú semplice sembra essere un´eventuale decisione per l’Umbria, dove l’attenuazione delle misure restrittive potrebbe essere fattibile. Sia i valori assoluti che il trend sono incoraggianti.

Figura 9 – Variazioni a tre giorni del numero di decessi legati a COVID-19 in Toscana, Marche e Umbria

Rimanendo in centro Italia ma spostandoci piú a sud, le tre regioni riportate in Figura 10 mostrano diverse tendenze. Il numero dei casi ogni tre giorni in Lazio sembra essersi stabilizzato intorno a 400 come valore. In Abruzzo invece ci sono state continue oscillazioni tra 100 e 200 casi ogni tre giorni. Il Molise sembra invece in una piú chiara situazione di pochissimi casi ogni tre giorni.

Figura 10 – Variazioni a tre giorni del numero di casi COVID-19 in Lazio, Abruzzo e Molise

La situazione per Lazio e Abruzzo é decisamente migliore per quanto riguarda la casistica dei decessi (Figura 11). Il Molise mantiene valori molto bassi, ma questa non é una novitá sin dall’inizio della pandemia.

Figura 11 – Variazioni a tre giorni del numero di decessi legati a COVID-19 in Lazio, Abruzzo e Molise

Concludendo, per Lazio e Abruzzo sarebbe opportuno valutare ancora qualche giorno per poi prendere una decisione piú solida. Invece, il Molise rientra nelle stesse considerazioni fatte per l’Umbria.

Andando alle regioni meridionali sia l’andamento dei casi (Figura 12) che dei decessi (Figura 13) mostrano segnali decisamente incoraggianti. Il numero dei casi positivi ogni tre giorni in Campania e Puglia é ancora alto, ma la tendenza é in diminuzione da diversi giorni.

Figura 12 – Variazioni a tre giorni del numero di casi COVID-19 in Campania, Puglia, Basilicata e Calabria

Soffermandoci sull’analisi dei decessi, si puó osservare un lieve incremento per la Campania negli ultimi giorni. Qualche giorno in piú puó aiutare a capire se si tratta di una variazione anomala e non di un trend negativo.

Figura 13 – Variazioni a tre giorni del numero di decessi legati a COVID-19 in Campania, Puglia, Basilicata e Calabria

In generale, per queste regioni meridionali farei le stesse considerazioni fatte per le regioni del Nord Est. Qualche dubbio resta per Campania e Puglia, mentre per Calabria e Basilicata sono sicuramente molto piú ottimista che si possa adottare un allentamento delle misure restrittive in tempi brevi.

Spostandoci sulle isole, sia Figura 14 che Figura 15 mostrano decisamente segnali incoraggianti per Sicilia e Sardegna. Nello specifico, dopo un paio di settimane di stabilizzazione, gli ultimi giorni presentano una discesa del numero dei casi.

Figura 14 – Variazioni a tre giorni del numero di casi COVID-19 in Sicilia e Sardegna

Per l’andamento dei decessi parliamo di numeri relativamente bassi che sembrano non subire peggioramenti in queste ultime settimane.

Figura 15 – Variazioni a tre giorni del numero di decessi legati a COVID-19 in Sicilia e Sardegna

In sintesi anche queste due regioni rientrano tra quelle dove il lockdown ha prodotto notevoli miglioramenti e la cui conclusione potrebbe essere attuabile in tempi brevi.

Concludo con una tabella riassuntiva delle considerazioni fatte precedentemente e basate esclusivamente sui dati ufficiali.

Tabella 1 – Riassunto di una valutazione di rischio legata alla riduzione delle misure di lockdown, sulla base dei dati attuali e delle evoluzione dei casi e decessi nelle varie regioni italiane

Ribadisco che un allentamento delle misure restrittive e una ripresa delle attivitá produttive debba essere fatto in maniera mirata, osservando i dati pubblicati in queste settimane, e non a seconda delle diverse pressioni che possono arrivare da svariati settori o dai vari rappresentanti politici, nazionali e locali. Inoltre un allentamento delle misure restrittive deve avere di base la filosofia di continuamento dell´ isolamento sociale e delle misure di igiene preventive. E va da sé che l’accesso alle regioni ancora non in situazione ottimale (High & Medium Risk) deve avvenire secondo le attuali norme di controllo e gestione, valide in questo periodo di lockdown. Quindi, una sorta di divieto di spostamento interregionale dovrebbe essere preso sicuramente in considerazione.

É ovvio che questa classificazione del rischio va rivalutata alla fine della prossima settimana (23/24 Aprile) per confermare e magari rivedere la situazione per quelle regioni identificate ad oggi in Medium Risk.

Andrea De Filippo

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Per chi fosse interessato ad analisi dei dati attraverso la lettura di percentuali calcolate su diversi fattori, allego qui un link per una tabella aggiornata al 17.04.2020: http://www.emigrantrailer.com/wp-content/uploads/2020/04/Tabella-Italian-Data-2020.04.17.png

Allego qui poi i link alle Figure e alla Tabella dell´articolo proposto:

Figure 1: http://www.emigrantrailer.com/wp-content/uploads/2020/04/Art-13-Figure-1.png

Figure 2: http://www.emigrantrailer.com/wp-content/uploads/2020/04/Art-13-Figure-2.png

Figure 3: http://www.emigrantrailer.com/wp-content/uploads/2020/04/Art-13-Figure-3.png

Figure 4: http://www.emigrantrailer.com/wp-content/uploads/2020/04/Art-13-Figure-4.png

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Figure 6: http://www.emigrantrailer.com/wp-content/uploads/2020/04/Art-13-Figure-6.png

Figure 7: http://www.emigrantrailer.com/wp-content/uploads/2020/04/Art-13-Figure-7.png

Figure 8: http://www.emigrantrailer.com/wp-content/uploads/2020/04/Art-13-Figure-8.png

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Figura 14: http://www.emigrantrailer.com/wp-content/uploads/2020/04/Art-13-Figure-14.png

Figura 15: http://www.emigrantrailer.com/wp-content/uploads/2020/04/Art-13-Figure-15.png

Tabella 1: http://www.emigrantrailer.com/wp-content/uploads/2020/04/Art-13-Table-1-2.png

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