CORONA VIRUS (COVID-19): La situazione in Italia dopo 6 settimane di lockdown e prospettive di ripresa regione per regione, con valutazione del rischio su allentamento misure di lockdown

CORONA VIRUS (COVID-19): La situazione in Italia dopo 6 settimane di lockdown e prospettive di ripresa regione per regione, con valutazione del rischio su allentamento misure di lockdown

Figura 1 – Confronto tra la provincia cinese dello Hubei e l”Italia sull’evoluzione dei casi COVID-19 a partire dal primo giorno di lockdown

L’Italia é alla sesta settimana di “Lockdown”, con un numero totale di 192994 per i casi totali, di cui 25969 per i decessi, 2173 di persone in terapia intensiva  e di 60498 di dimessi/guariti, secondo il rapporto del governo italiano pubblicato il 24 Aprile (https://github.com/pcm-dpc/COVID-19/blob/master/schede-riepilogative/regioni/dpc-covid19-ita-scheda-regioni-20200424.pdf).

Come illustrato nel weekend passato (http://www.emigrantrailer.com/2020/04/18/corona-virus-covid-19-la-situazione-in-italia-dopo-5-settimane-di-lockdown-e-prospettive-di-ripresa-regione-per-regione/), l’attuazione della quarantena forzata ha sicuramente portato dei benefici e anche l’ultima settimana ha mostrato un ulteriore rallentamento del numero dei contagiati. Allo stesso tempo gli ultimi dati confermano una riduzione non cosí rapida come invece accaduto nella provincia dell’Hubei in Cina a Febbraio (Figura 1).

Il rallentamento della crescita dei contagi (perché stiamo parlando di questo: i contagi continuano a salire ma ad una velocitá inferiore rispetto ad inizio Marzo) ha portato sul tavolo della discussione la necessitá di una ripresa di alcune attivitá economiche. La questione é molto delicata e non va banalizzata, in quanto si deve trovare il giusto bilanciamento tra la ripresa economica e la garanzia sulla sicurezza e salute di tutti i cittadini. In tale ottica, sarebbe logico adottare una riapertura graduale, con linee guida generali per tutte le regioni, ma con la possibilitá di adattarle ai singoli casi specifici (e locali), ove sussistano situazioni piú o meno gravi. Vedremo cosa verrá deciso nei prossimi gioni.

Nel frattempo, anche per quest´ultima settimana, ho proseguito con l’analisi delle diverse aree geografiche italiane, riportando le evoluzioni ogni tre giorni in modo da avere un trend piú evidente, ed aggiornando la tabella della valutazione di rischio sulla base degli ultimi dati. In generale, non ho modificato la precedente rappresentazione grafica e ho evitato specifiche trendline (ho messo una semplice polinomiale) per non appesantirne la comprensione. La fonte originaria dei dati é sempre la stessa: il governo italiano e i dati che giornalmente vengono pubblicati dalla Protezione Civile (http://opendatadpc.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/b0c68bce2cce478eaac82fe38d4138b1).

Andiamo nel dettaglio, anche perché preferisco “leggere” con attenzione i dati ufficiali piuttosto che i titoli o titoloni dei giornali, a volte non proprio fedeli rappresentanti della realtá.

Nord Italia (parte centrale)

La prima area é quella relativa alla Lombardia e all´Emilia Romagna che ho indicato come North Central – Italy. Per quanto riguarda il numero dei contagi (Figura 2) si puó osservare che c’é stato un miglioramento a partire dalla terza settimana: un trend decrescente ma decisamente lento. Negli ultimi giorni, in Lombardia, il numero di casi rilevati é rimasto superiore a 3000, mentre in Emilia Romagna ha continuato a diminuire ed é arrivato poco al di sotto di 900. Ribadisco quanto detto una settimana fa: sono numeri decisamente ancora elevati.

Figura 2 – Variazioni a tre giorni del numero di casi COVID-19 in Lombardia ed Emilia Romagna

Per quanto riguarda la Lombardia, un’analoga considerazione puó essere fatta guardando l’andamento dei decessi (Figura 3): la diminuzione c’é, ma si registrano ancora decessi superiori a 500 ogni tre giorni. Diverso é invece il discorso dell’Emilia Romagna. Continua una lenta discesa e adesso siamo ad una media di 50 decessi al giorno.

Figura 3 – Variazioni a tre giorni del numero di decessi legati a COVID-19 in Lombardia ed Emilia Romagna

L’analisi dei dati di entrambe le regioni (Figura 2 e Figura 3) mi fa continuare a pensare che sarebbe davvero un rischio e un azzardo anticipare un eventuale rilassamento delle misure restrittive, a meno che non si vada all’analisi ancor piú dettagliata per provincia. In questo caso, le considerazioni posso essere sicuramente riviste, in quanto la situazione della provincia di Sondrio (1088 casi totali) non é equiparabile a quelle delle province di Milano (17689 casi totali) o Brescia (12475 casi totali). Al tempo stesso, anche all’interno delle stesse province, le situazioni locali possono differire, e non di poco.

Nord Italia (parte orientale)

Spostandoci nel Nord Est (Figura 4), in Veneto c’é stato un aumento medio dei casi negli ultimi giorni, che ha portato questa regione ai valori medi registrati in Emilia Romagna. Invece hanno mostrato un’ulteriore riduzione le altre tre zone: Trento, Bolzano e Friuli Venezia Giulia.

Figura 4 – Variazioni a tre giorni del numero di casi COVID-19 in Veneto, Friuli Venezia Giulia e province di Trento e Bolzano

Non bisogna peró trascurare l’andamento dei decessi (Figura 5). In questo caso, il Veneto resta ancora intorno ai 90 morti ogni tre giorni. La situazione é decisamente migliore per le altre tre zone.

Figura 5 – Variazioni a tre giorni del numero di decessi legati a COVID-19 in Veneto, Friuli Venezia Giulia e province di Trento e Bolzano

Combinando le due evoluzioni (casi e decessi) mi verrebbe da dire che il Veneto é ancora tutt’ora un’area dove un allentamento delle misure restrittive potrebbe avere una certa dose di rischio. Anche qui andrebbe fatta una distinzione per province in quanto, per esempio, la situazione del veronese (4398 casi totali) non é equiparabile a quella del bellunese (1042 casi totali). Segnali invece positivi arrivano dal Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, dove sia i dati assoluti che i trend fanno ben sperare.

Nord Italia (parte occidentale)

Spostandoci verso occidente, la situazione per le regioni nord-occidentali é decisamente diversa (Figura 6). Il Piemonte ha finalmente mostrato un rallentamento dei casi, anche se ha un andamento curioso ogni tre giorni, con diminuzioni e risalite. Tuttora registra valori molto elevati, con una media di casi superiore ai 1500 ogni tre giorni. Anche la Liguria ha una situazione non proprio ottimale, con casi che continuano ad oscillare tra 450 e 500 ogni tre giorni. La Valle d´Aosta conferma invece una situazione decisamente migliore.

Figura 6 – Variazioni a tre giorni del numero di casi COVID-19 in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta

Guardando l’evoluzione dei decessi (Figura 7), vanno registrate due novitá: quella positiva é che il Piemonte mostra una diminuzione abbastanza consolidata; quella negativa é che la Liguria ha mostrato negli ultimi giorni un’aumento medio dei decessi passando da 23/giorno a 31/giorno.

Fortunatamente la Valle d’Aosta continua a mantenere una media molto bassa.

Figura 7 – Variazioni a tre giorni del numero di decessi legati a COVID-19 in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta

Sulla base di questi dati, il Piemonte resta a mio parere una zona ad alto rischio in caso di riapertura. La Liguria mostra anch’essa pochi segnali incoraggianti, e non puó essere considerata ancora a basso rischio, cosa che invece si addice alla situazione della Valle d´Aosta.

Centro Italia (parte settentrionale)

Spostandoci verso il centro Italia dove il numero dei casi rimane mediamente inferiore alle regioni settentrionali (Figura 8), la situazione generale é di un deciso miglioramento rispetto alle prime tre settimane di lockdown. La stessa Toscana, che una settimana fa presentava ancora un numero di casi elevati ogni tre giorni (poco piú di 400), ha progressivamente migliorato scendendo a circa 270. Stesso discorso per le Marche che ha ridotto fino a 150 casi ogni tre giorni. L’Umbria conferma la situazione positiva delle settimane passate.

Figura 8 – Variazioni a tre giorni del numero di casi COVID-19 in Toscana, Marche e Umbria

I dati dei decessi (Figura 9) sono ancora piú rassicuranti rispetto ad una settimana fa, ma non ancora ad un livello per Toscana e Marche da farle passare in zone a basso rischio.

Figura 9 – Variazioni a tre giorni del numero di decessi legati a COVID-19 in Toscana, Marche e Umbria

Centro Italia (parte meridionale)

Rimanendo in centro Italia ma spostandoci piú a sud, si registra una decisa diminuzione per il Lazio (intorno a 240 casi ogni tre giorni), mentre l‘Abruzzo ha mostrato prima una leggera risalita e poi una diminuzione ulteriore fino a valori sotto i 140 casi ogni tre giorni. Il Molise rimane costantemente con valori prossimi ad un caso al giorno.

Figura 10 – Variazioni a tre giorni del numero di casi COVID-19 in Lazio, Abruzzo e Molise

La situazione per Lazio e Abruzzo é in miglioramento per quanto riguarda la casistica dei decessi (Figura 11). Il Molise mantiene, come sempre, valori molto bassi.

Figura 11 – Variazioni a tre giorni del numero di decessi legati a COVID-19 in Lazio, Abruzzo e Molise

Concludendo, per il Lazio rimane una valutazione di medio rischio visto il numero elevato di contagi ancora presenti. Anche qui, entrando nel dettaglio provinciale si potrebbe fare una facile distinzione tra la provincia di Roma (4361 casi totali) e il resto della regione che costituisce solo il 29% dei casi regionali. L’Abruzzo ha una situazione simile alla provincia autonoma di Trento, e si potrebbe pensare ad un rischio abbastanza contenuto in caso di allentamento delle misure restrittive. Invece, per il Molise valgono le stesse considerazioni fatte per l’Umbria.

Sud Italia

Andando alle regioni meridionali, una settimana fa avevo dei dubbi in merito a Campania e Puglia. Ebbene gli ultimi sette giorni hanno in qualche modo chiarito i dubbi (Figura 12 e Figura 13): la Puglia rientra tra le regioni con una valutazione di medio rischio; la Campania conferma invece di poter far parte di quelle a basso rischio.

Figura 12 – Variazioni a tre giorni del numero di casi COVID-19 in Campania, Puglia, Calabria e Basilicata

Per la Calabria e la Basilicata, sulla base di questi dati, sono sicuramente molto piú ottimista che si possano adottare misure di allentamento delle misure restrittive in tempi brevi.

Figura 13 – Variazioni a tre giorni del numero di decessi legati a COVID-19 in Campania, Puglia, Calabria e Basilicata

Isole

Spostandoci sulle isole, sia Figura 14 che Figura 15 mostrano abbastanza stabili per Sicilia e Sardegna, rispetto allo scorso fine settimana. In Sicilia c’é stato un leggero incremento dei casi, ma accompagnato da una riduzione dei decessi. In conclusione anche queste due regioni rientrano tra quelle dove il lockdown ha prodotto notevoli miglioramenti portando i casi e i decessi a numeri relativamente bassi. Nello specifico, dopo un paio di settimane di stabilizzazione, gli ultimi giorni presentano una discesa del numero dei decessi.

Figura 14 – Variazioni a tre giorni del numero di casi COVID-19 in Sicilia e Sardegna

Per l’andamento dei decessi parliamo di numeri relativamente bassi che sembrano non subire peggioramenti nei prossimi giorni, fermo restando le regole di distnziamento sociale.

Figura 15 – Variazioni a tre giorni del numero di decessi legati a COVID-19 in Sicilia e Sardegna

Tabella riassuntiva

Concludo con la tabella riassuntiva delle considerazioni fatte precedentemente e basate esclusivamente sui dati ufficiali.

Tabella 1 – Riassunto di una valutazione di rischio a seguito di un allentamento delle misure restrittive, sulla base dei dati attuali e delle evoluzioni dei casi e dei decessi nelle varie regioni italiane.

La tabella non é molto diversa dalla precedente settimana. L’unica modifica é lo spostamento della Puglia tra le regioni a medio rischio e dell’Abruzzo tra quelle a basso rischio.

Ribadisco il pensiero espresso una settimana fa: un allentamento delle misure restrittive e una ripresa delle attivitá produttive deve essere fatto in maniera mirata, osservando i dati pubblicati in queste settimane per regione e per province, e non a seconda delle diverse pressioni che arrivano da svariati settori o dai vari rappresentanti politici, nazionali e locali.

Inoltre un allentamento delle misure restrittive deve avere di base la filosofia di continuamento dell’isolamento sociale e delle misure di igiene preventive. E va da sé che l’accesso alle regioni ancora non in situazione ottimale (High & Medium Risk) deve avvenire secondo le attuali norme di controllo e gestione, valide in questo periodo di lockdown. Quindi, una sorta di divieto di spostamento interregionale dovrebbe essere preso sicuramente in considerazione.

Faró un ulteriore aggiornamento nel prossimo weekend (1 o 2 Maggio) augurandomi che i prossimi giorni portino un drastico miglioramento nelle regioni attualmente identificate nelle colonne “High Risk” e “Medium Risk”.

Altre analisi e revisioni sulla situazione COVID-19 al link: COVID-19 (Corona Virus) | EmigranTrailer.

Andrea De Filippo

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Per chi fosse interessato ad analisi dei dati attraverso la lettura di percentuali calcolate su diversi fattori, allego qui un link alla tabella aggiornata al 24.04.2020: http://www.emigrantrailer.com/wp-content/uploads/2020/04/COVID19-ITA_Latest-Data_Emigrantrailer_2020.04.24.png

Allego qui poi i link alle Figure e alla Tabella:

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ANDREA DE FILIPPO

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