No Vax, Pro Vax, Green Pass & more

Pochi giorni fa, il Consiglio dei Ministri italiano ha deliberato le modalitá di utilizzo del Green Pass, insieme ai nuovi criteri di “colorazione” delle Regioni e alla proroga dello stato di emergenza fino al 31 Dicembre 2021 (Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 30 | www.governo.it).

Nelle ore successive si sono susseguite proteste di vario tipo in alcune piazze italiane e soprattutto, sui social e sui media, ci sono state reazioni da parte di vari politici e/o di semplici cittadini, contrari o a favore dell’iniziativa del governo, sposando rispettivamente da un lato il partito dei No Vax o il partito dei Pro Vax.

Trovandomi in Italia ho potuto vivere direttamente queste reazioni e non ho potuto fare a meno che constatare un generale atteggiamento, giá osservato vivendo a nord delle Alpi.

Questo atteggiamento é basato principalmente su due aspetti: la semplificazione (si fa tutto di un’erba un fascio) e la violenza verbale.

Per spiegare la riflessione di oggi vorrei peró intanto partire dalla constatazione di come siano ormai cambiate le dinamiche sociali di primo incontro tra persone.

LE ATTUALI DINAMICHE DI BASE

Nelle ore italiane, con alcuni amici con cui non mi vedevo da tempo, non ho potuto non rilevare che, da un lato, le primissime domande ricevute siano state “Sei vaccinato? Hai fatto il vaccino?” e che dall’altro, che io stesso abbia introdotto in qualche modo la conversazione dicendo “Sono arrivato stamattina e ieri ho fatto il tampone prima di partire. È il terzo nell’ultima settimana“. Il tutto avvenuto da entrambi i lati in modo spontaneo e immediato, senza che ci fosse un qualche elemento ad innescarlo.

Insomma, non c’é stato in alcuni casi manco il “Ciao, come stai? è andato bene il viaggio? vuoi qualcosa da bere?” che son da sempre state le “classiche” interazioni iniziali a cui mi ero abituato.

Osservando con serenitá la situazione attuale, in fin dei conti non c’é nulla di male in questa interazione. É semplicemente lo specchio della realtá attuale, ovvero che l’essere vaccinato o il non essere vaccinato ha una posizione primaria nella scala di prioritá della maggior parte delle persone, che siano a favore o meno della vaccinazione stessa.

E proprio perché é un tema di grande importanza (soprattutto sociale), da qualsiasi lato lo si voglia guardare, credo sia opportuno da parte di tutti evitare l’alimentazione di discorsi “semplificativi” (per non dire superficiali), corredati di una dialettica spesso offensiva e irrazionale.

Questo tipo di dialettica ho potuto osservarla e constatarla in chi é “No Vax” a prescindere, in chi é “Pro Vax” a prescindere, e in chi, non sapendo di che cosa si sta parlando, si schiera da una parte o dall’altra a seconda del flusso mediatico di riferimento, senza magari dare la possibilitá all’interlocutore del momento di spiegare le sue ragioni.

Ed é una constatazione di mesi, non di giorni.

E QUINDI DA CHE PARTE STARE?

Se facessi questa domanda a molti miei amici sono (quasi) sicuro che mi darebbero una risposta decisa, in modo intransigente, senza lasciar minimo spazio a dubbi.

Di questo atteggiamento non credo che sarebbe compiaciuto Jorge Louis Borges che sosteneva che il dubbio é uno dei nomi dell’intelligenza. Ovvero il dubbio non puó essere escluso dal percorso di conoscenza, se realmente si vuol comprendere appieno la societá ed il mondo che ci circonda.

Quindi, alla domada “da che parte stare” bisognerebbe sapere rispondere considerando prima di tutto quali sono le “parti” in gioco. Un aspetto che molti trascurano per superficialitá, negligenza o arroganza.

A mio modesto parere ci sono almeno quattro categorie:

  1. I “No Vax” a prescindere, indipendentemente dal Covid-19, da qualsiasi altra malattia o pandemia;
  2. I “Pro Vax” a prescindere, indipendentemente dal Covid-19, da qualsiasi altra malattia o pandemia;
  3. I “No Vax” in merito al Covid-19;
  4. I “Pro Vax” in merito al Covid-19;

Sembra una classificazione scontata. Ma forse non lo é piú di tanto se leggo l’astio, l’acredine, la rabbia, la violenza con cui molti delle prime due categorie si sono pronunciati in questi mesi verso chi si ritiene far parte della terza e quarta categoria.

Insomma, tanti a guardare solo “al bianco e al nero“, e non alle sfumature di grigio. Tanti, anche con titolo di studio a corredo.

LE PRIME DUE CATEGORIE: “NO VAX” E “PRO VAX” A PRESCINDERE

Gli appartenenti alla prima categoria non nutrono una grande stima da parte mia. É la pura veritá. Peró la mia posizione non é frutto di un “muro” a prescindere. È piuttosto il risultato della lettura e dell’ascolto delle loro posizioni basate su opinioni spesso complottistiche, prive di fondamento scientifico o quantomeno di documentazione appropriata. Insomma, la base scientifica che poggia sul parere de “me l’ha detto mio cugino“, “o si dice che“, non é proprio parte del mio curriculum formativo e di vita. A farla breve non ho né l’interesse né l’entusiasmo per confrontarmi con chi la pensa in questo modo (poi magari in alcuni casi lo faccio per educazione, ma sapendo giá che é tempo perso). E poi, se questa frazione va a protestare in maniera incivile e violenta, la mia “distanza” da loro si allunga in modo esponenziale.

Al tempo stesso non ho né l’interesse né l’entusiasmo per chi si professa “Pro Vax” a prescindere, come se i vaccini fossero la soluzione a tutti i mali e i problemi del mondo. Non penso che sia cosí. E la cosa che piú disapprovo é l’atteggiamento di “superioritá” e “arroganza” che tendenzialmente va a condannare chi non la pensa come loro. No, ragazzi. Siete pari pari ai “No Vax” con questo atteggiamento.

Mi spiace dirlo: dimostrate poca intelligenza.

E poi ci sono le altre due categorie. E qui il discorso é molto piú articolato.

Partiamo dal pressuposto che sia gli utenti della terza che della quarta sono esclusivamente legati alla pandemia generata dal Covid-19. Insomma non facciamo di un’erba un fascio con le prime due categorie.

É necessario fare questa distinzione.

E se non lo capite, allora abbiamo un problema piú profondo: di tipo culturale ed educativo.

I “NO VAX” IN MERITO AL VACCINO PER IL COVID-19

Chi rientra nella terza categoria? Ci sono tante sfumature in questa categoria.

Ci sono persone che si sono vaccinate, e che l’hanno fatto esclusivamente perché obbligate dalla loro attivitá per non essere limitati. Non perché necessariamente a favore della vaccinazione per il Covid-19. Peró, al tempo stesso, non hanno dubbi su altri tipi di vaccino.

Ci sono persone che hanno problemi fisici, magari che temporaneamente non hanno una condizione psico-fisica tale da esporsi al vaccino o a qualsiasi altro medicinale che sia. E qui andrebbero studiati i casi singoli, non si puó generalizzare. E di conseguenza non si puó neanche giudicare e condannare. Perché non é che tutti hanno voglia ed interesse a mettere in piazza i propri problemi personali.

Ci sono persone che hanno semplicemente paura perché ormai i social-media e i media sono piú fonti di “narrazione” che di informazione. Su questo punto ci torno dopo ed anche nei prossimi giorni per future riflessioni che riguardano altri temi del periodo.

Ci sono persone che non sono rassicurate dal protocollo di sperimentazione scientifica per questi vaccini, soprattutto in merito alle conseguenze per alcune categorie. Sono persone che hanno dubbi, generati spesso da pareri scientifici discordanti o quantomento altalenanti (prima una dose, poi due dosi, poi una dose con un vaccino e la seconda con l’altro, etc.)

Ci sono persone che stanno bene e che, egoisticamente, non sono interessate a tutta questa diatriba sui vaccini.

E cosí via.

Queste sono le “sfumature” che ho colto ascoltando direttamente o indirettamente chi appartiene a questa categoria. E ci sono sicuramente tante altre sfumature che magari non sto ad elencare.

Insomma, personalmente, ritengo sia corretto capire e contestualizzare, prima ancora di giudicare e condannare.

I “PRO VAX” IN MERITO AL VACCINO PER IL COVID-19

E poi c’é la quarta categoria. E chi ci fa parte?

Ci sono tutte quelle persone che ritengono valida la vaccinazione contro il Covid-19 in modo da aumentare le difese immunitarie e da poter quindi limitare il numero di ospedalizzati e malati gravi in terapia intensiva, che é stato il vero grande problema del 2020. Posto in questo contesto, é una posizione che non fa una piega, perché il vero obiettivo deve essere di evitare le situazioni di criticitá in ambito ospedaliero. Altrimenti si innescano reazioni a catena devastanti di cui abbiamo giá avuto esperienza.

Ci sono poi le persone che hanno vissuto in prima persona cosa vuol dire perdere una persona a causa del Covid oppure di subire le conseguenze permanenti della malattia.

Ci sono persone che, vedendo questa pandemia come un unicum della societá attuale, ritengono un dover morale e civile fare tutto il possibile per migliorare la situazione. E se il vaccino é l’unica strada proposta dai governi, allora la sposano direttamente, senza se e senza ma.

Ci sono persone che si vaccinano solo perché hanno paura o perché lo fanno tutti, non realmente per una loro presa di coscienza.

E come per la categoria precedente ci saranno tante altre sfumature che non ho colto o semplicemente non riportato.

In ogni caso dovrebbe essere chiaro a tutti che non é possibile una “semplificazione” della posizione dell’uno o dell’altro. E meno che mai una aggressione verbale, se non si segue la propria fazione.

Ma da dove nascosno tutte queste sfumature? Perché non ci sono posizioni nitide?

I MEDIA ED ALCUNI SCIENZIATI: POCA INFORMAZIONE, TANTA NARRAZIONE

E qui entra in gioco il ruolo cruciale che rivestono nella nostra societá tutti i media. Giornali, Radio, social-networks, trasmissioni TV. Chi mi ha seguito nel 2020 sa di cosa sto parlando: Covid-19, titoli e il peso delle parole | EmigranTrailer.

Ma non c’é solo questo.

Infatti, di pari passo all’azione dei media, non puó essere sottaciuta una tendenziale perdita di credibilitá da parte della comunitá scientifica. Soprattutto in merito al Covid-19.

La perdita di credibilitá si é accentuata soprattutto nel momento in cui tantissimi virologi, dottori, professionisti del settore medico (e non solo), si sono trasformati in influencer o elementi mediatici, facenti parte del palinsesto quotidiano di molte trasmissioni televisive o radiofoniche.

A mio modesto parere, questo é stato, ed é, un problema per la comunitá scientifica, che ha speso ore ed ore per trovare una decente soluzione per questa pandemia.

Perché é stato un problema?

Perché di fronte ad un elemento nuovo tutto da esplorare (il Covid-19), durante tutto il 2020 e 2021, in molti casi, i vari esperti si sono lanciati in affermazioni, senza avere il necessario supporto di dati scientifici, ma solo magari delle stime indicative iniziali.

Quindi, in sostanza, hanno espresso una opinione con poco fondamento scientifico.

Si potrebbe andare a ritroso nel tempo e fare la lista di quanto alcune previsioni, fatte in pompa magna sui media, si siano poi rivelate completamente sballate nelle successive settimane o giornate. Quindi smentite dai fatti.

Ricordo ancora i fantomatici modelli matematici di Maggio 2020 che parlavano di una catastrofe imminente: 151 mila malati in terapia intensiva all’8 Giugno 2020. E sulla scia di queste stime, tanti “esperti di scienza” che esasperavano il clima funesto nei giorni successivi.

Invece poi, per fortuna, i ricoveri calarono drasticamente e i ricoverati furono 256 all’8 Giugno.

Questo per ribadire che gli atteggiamenti degli scienziati e dei professionisti (non tutti per fortuna) di questo tipo non hanno fatto, e non fanno del bene, alla comunitá scientifica. Perché creano diffidenza e incertezza.

E vale lo stesso principio sulla questione vaccini.

SCIENZA: DATI, STIME E CHIACCHIERE DA BAR

Pochi giorni fa, per esempio, il Prof. Enrico Bucci ha fatto un post sulla sua pagina Facebook riportando i grafici e i dati delle stime effettuate da un modello matematico dell’universitá di Yale su quanti morti, ospedalizzazioni ed infezioni siano state evitate grazie all’azione dei vaccini. Rispettivamente: 270.000 morti, 1,2 milioni di ospedalizzazioni, e 25 milioni di infezioni https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=336784888005557&id=100050221460998.

Nel fare questo post ha esordito dicendo “le chiacchiere da social bar sono una cosa, i numeri e l’analisi altra“. Per chi non fosse al corrente, il Prof. Bucci é fortemente Pro Vax e ha una posizione intransigente contro chi non la pensa cosí. Ora, io ritengo il Prof. Bucci molto preparato e sono stra-solidale con lui quando riceve delle offese molto pesanti dai No Vax. Sulla questione Covid-19, in linea di massima, quando ho letto alcune delle sue analisi (non lo seguo in generale), ho sempre osservato con piacere la base scientifica dei suoi discorsi.

Peró nel caso specifico la vedo in modo completamente diverso e l’incipit del suo post é quantomeno inappropriato.

Infatti, da ex-ricercatore, io so, e lo sa bene anche lui, che non é possibile una contro-prova che vada a convalidare o smentire i risultati di questo modello. Perché semplicemente non si puó dimostrare cosa “sarebbe accaduto se non fosse avvenuta la campagna di vaccinazione”. Le variabili sono molteplici e non sono tutte contemplate nel modello matematico.

Ecco quindi che questo intervento lo vedo piú nel filone della narrazione che in quello dell’informazione. Ed é su questi aspetti che persone di scienza, e con seguito come Bucci, dovrebbero evitare di adottare posizioni estreme, per partito preso. E dovrebbero quantomeno accettare il dibattito ed il confronto, spiegando le certezze ed anche le lacune di determinati studi.

Parliamo con i dati. Ma parliamo con i dati inconfutabili, dimostrabili. E se non ci sono ancora, aspettiamo di avere una base solida. Altrimenti é solo terreno fertile ad alimentare discussioni, dubbi e soprattutto diffidenza da chi non ha una buona preparazione per dare il giusto peso a cosa si scrive o si dice.

É ovviamente il mio modesto parere.

VACCINI E OBBLIGO

La questione dei vaccini é ovviamente l’oggetto preferito dei politici e di tutti i media in questo periodo.

In entrambi i casi, a seconda del proprio elettorato di maggioranza e/o a seconda del proprio lettore o ascoltatore, vengono proposte svariati possibilitá. Ne elenco solo un paio sentite o lette in questi giorni:

  • obbligo a determinate categorie come i lavoratori scolastici e ospedalieri
  • esclusione di alcune fasce di etá (quelle dei piú giovani)

La logica che spinge verso l’obbligatorietá vaccinale per le categorie elencate é quella che sono tipicamente quelle piú a stretto contatto (anche fisico) con le persone, e che spesso quest’ultime sono le classi piú deboli (vedi i malati in ospedale).

La logica che spinge verso l’esclusione vaccinale per alcune fasce di etá é quella secondo cui “ai piú giovani non serve”, in quanto le persone che sono state principalmente colpite durante la pandemia sono state quelle piú anziane.

La discussione é aperta, tra chi é favorevole e chi é contrario.

C’é modo per diramare la questione?

I DATI DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÁ

Di nuovo potrebbe essere utile la scienza, se applicata e letta correttamente. L’Istituto Superiore di Sanitá mette a disposizione di tutti l’aggiornamento settimanale della situazione nazionale: Sorveglianza integrata COVID-19: i principali dati nazionali (iss.it). Ci sono grafici e tabelle che spiegano bene il quadro passato e quello attuale. Basterebbe saper leggere questi dati e soprattutto basterebbe che i politici e i media facessero informazione, e non narrazione.

Mi sono ripromesso di non esprimere il mio parere e mantengo questa promessa, allegando semplicemente due figure dell’ultimo report di luglio 2021.

La prima figura riguarda l’incidenza per 100.000 abitanti per fascia di etá da Agosto 2020 ad oggi.

Incidenza per 100.000 abitanti per fascia di etá (fonte Isituto Superiore di Sanitá) (ISS-Figura-14-Incidenza-per-eta-Emigrantrailer.jpg (1240×680))

La seconda figura riguarda la percentuale di Covid-19 diagnosticati in Italia per stato clinico (deceduto, critico, severo, lieve, pauci-sintomatico, asintomatico, guarito clinicamente).

Percentuale di casi di Covid-19 diagnosticati in Italia per stato clinico (fonte Isituto Superiore di Sanitá) (ISS-Figura-17-Percentuali-casi-covid-per-eta-Emigrantrailer.jpg (668×720))

Personalmente trovo i dati molto chiari e non sto neanche a perdere minuti ad ascoltare la narrazione dell’uno o dell’altro politico o pseudo-giornalista. Sono in grado di elaborare un mio pensiero sulla prioritá o meno di determinate azioni guardando questi numeri ed ovviamente tutte le altre informazioni presenti nel report.

Badate bene. Io uso l’espressione “prioritá o meno”, che non vuol dire escludere o includere qualcosa a priori. Vuol dire definire il livello di urgenza.

Infatti, al di lá della fascia di etá, ormai dovrebbe essere anche disponibile una precisa mappatura di tutti i casi critici e dei decessi avvenuti nel 2020. Era una persona con altri problemi? se sí, quali? Era obesa? Fumava? Facevo uso di altri medicinali? Soffriva di specifiche allergie? Aveva problemi cardiaci? Era diabetica? E cosí via.

Inoltre dovrebbe essere altresí presente una mappatura di quante persone si sono contagiate in ambiente scolastico, in ambito ospedaliero, e in tanti altri settori.

Insomma, tutte quelle domande che ci ponevamo nel 2020, dovrebbero avere adesso una risposta basata su dati solidi. (che, mi auguro, ci siano e siano poi visionabili e accessibili a tutti).

Ragioniamo su questi dati, certificati e validati. E una volta analizzati verifichiamo se é applicabile o meno una obbligatorietá del vaccino per queste persone che hanno dimostrato maggiore esposizione alla criticitá del Covid-19, per determinati ambienti e strutture, e per determinate categorie, contestualizzando peró in modo opportuno.

Se é stata giá fatta questa analisi, mi deve essere sfuggita. E mi scuso per la mia negligenza. Se invece non é stata ancora fatta, la ritengo la cosa piú appropriata per non alimentare discussioni che non servono a nessuno.

Credo che siamo tutti d’accordo che l’utilitá del vaccino sia quella di aumentare le difese immunitarie e di ridurre la criticitá in ambito ospedaliero osservata nel 2020.

E credo che siamo tutti d’accordo che il vaccino riduce il rischio di essere contagiati e di contagiare. Ma non lo esclude affatto.

Di conseguenza l’obbligatorietá vaccinale estesa merita una riflessione piú approfondita.

OBBLIGATORIETÁ VACCINALE

Innazitutto dobbiamo capire che esistono al mondo dei paesi dove non c’é obbligatorietá vaccinale (qualunque esso sia il vaccino), altri paesi dove c’é un approccio intermedio (alcuni vaccini sono obbligatori, altri no) e altri paesi piú intransigenti dove é obbligatorio il vaccino per quasi tutte le malattie (Vaccination policy – Wikipedia).

Per esempio Italia, Francia e Brasile sono Stati dove tradizionalmente molte delle vaccinazioni sono obbligatorie.

Invece Germania, Spagna e Giappone sono nazioni dove la maggior parte delle vaccinazioni sono raccomandate, ma non obbligatorie.

Infine ci sono altri stati dove la vaccinazione é volontaria (per esempio il Canada) e poi altri stati dove per poter entrare é obbligatoria la vaccinazione contro una specifica malattia. Per esempio, per entrare e soggiornare in molti paesi centro-africani, é obbligatorio il vaccino contro la febbre gialla.

Il Covid-19 é una malattia nuova. E pertanto ogni singolo Stato sta adottando la sua politica vaccinale in base sia alla situazione pandemica nazionale che in base al suo tradizionale approccio in merito ai vaccini.

La domanda che molti si sono posti é perché, essendo stata dichiarata una pandemia, non é stata imposta l’obbligatorietá vaccinale a tutti.

É ovviamente una domanda che mi sono posto anche io, ed ovviamente la risposta (presumibile) é legata alla incertezze tutt’ora presenti sulla efficacia dei vari vaccini proposti a proteggere completamente dal virus.

Infatti, gli attuali vaccini, come detto prima, servono principalmente ad aumentare le difese immunitarie e a ridurre la gravitá del decorso ospedaliero in caso di contagio. Ma é troppo presto per stabilire se danno una protezione assoluta e di lunga durata. E se non siete d’accordo con questa affermazione, leggete i documenti ufficiali del World Health Organization (Coronavirus disease (COVID-19): Vaccines (who.int)).

EVITIAMO LE GHETTIZZAZIONI

Quindi ritorno all’approccio evidenziato in precedenza di evitare posizioni “bianco e nero”, e di saper cogliere le sfumature di “grigio” in una vicenda decisamente complessa per l’impatto sociale ed economico che sta avendo nelle nostre vite.

Pertanto, da un lato, non c’é motivo di dare addosso con parole spesso denigranti e offensive a chi ha molti dubbi sul fare la vaccinazione per il Covid-19.

E dall’altro lato, non c’é ragione per non ascoltare (ed eventualmente seguire) le parole “educate” di chi cerca di spiegare la bontá e l’utilitá (comunque) della vaccinazione.

Personalmente, a chi si é giá vaccinato, direi: “Sii contento della tua scelta, nessuno te l’ha imposta e non puoi imporla ad altri. Se vuoi convincere altri a seguire il tuo esempio, fallo spiegando in modo educato la tua esperienza, mettendo in luce gli aspetti positivi e negativi”.

E a chi non si é ancora vaccinato, direi: “Sii consapevole della tua scelta, nessuno te l’ha imposta, ma tieni conto dei rischi potenziali in caso di contagio da Covid-19, ed sii pronto ad accettare le conseguenze, magari dichiarando ufficialmente di essere esentato da successivi trattamenti specifici ospedalieri”.

Insomma, eviterei la “ghettizzazione” dell’una o dell’altra categoria, come invece noto dalle varie affermazioni e commenti in giro.

Ad oggi tutti abbiamo ancora la libertá di scelta. E nessuno infrange regole o leggi se fa in un modo o nell’altro.

GREEN PASS E POLITICA

E poi c’é la questione del Green Pass che diventerá obbligatorio dal prossimo 6 Agosto per poter svolgere ed accedere ad alcune attivitá.

Il primo elemento su cui si fa confusione é proprio il rilascio del Green Pass.

A sentire la narrazione di alcuni politici c’é da fare un sorriso amaro o piangere.

Prendiamo, ad esempio, Renzi e la Meloni. Cito questi due politici cosí le “vedove” di Conte tra i miei amici, che si erano risentite per una mia precedente analisi (Il miglior statista in Italia?| EmigranTrailer), capiscono che i miei giudizi sono motivati da quello che uno fa o dice, e non dal nome che porta.

In una delle sue ultime interviste (Matteo Renzi ospite a Stasera Italia | 27 luglio 2021 – YouTube) sostiene da un certo punto (intorno al minuto 2’45”) parlando del Green Pass. “Non ti vuoi vaccinare, allora te ne stai a casa o perlomeno non puoi entrare nei bar, negli stadi, etc.“. Beh, é una castroneria enorme, almeno questo passaggio.

A Renzi sfugge che il Green Pass é rilasciato se si é in possesso:

  1. certificazione verde COVID-19, che può essere rilasciata dopo la somministrazione della prima dose di vaccino e ha validità dal quindicesimo giorno successivo fino alla data prevista per la somministrazione della seconda dose (nel caso di vaccino a doppia dose). La certificazione verde ha in ogni caso una validità di nove mesi dal completamento del ciclo vaccinale;
  2. la guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 (validità 6 mesi);
  3. effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2 (con validità 48 ore).

Quindi non é solo il vaccino a garantire il rilascio del Green Pass. Diciamolo chiaro e tondo, evitando narrazione e facendo informazione.

Anche la presenza di anticorpi (caso 2) e un tampone con esito negativo (caso 3) consentono il rilascio del Green Pass.

E la stessa cosa andrebbe spiegata alla Meloni che aveva affermato che applicare il Green Pass per entrare nei bar e ristoranti sarebbe stata una scelta sbagliata e inutile, che avrebbe danneggiato la nostra economia (Green pass, Meloni: al bar o al ristorante è sbagliato e inutile (askanews.it)).

Chiedo scusa: a chi é limitato l’ingresso nei bar e nei ristoranti?

A nessuno !!! Basta che hai il Green Pass che si ottiene con una delle tre condizioni spiegate prima!

Certo, nel caso 3, la questione é piú scocciante ed onerosa perché va sempre fatto un tampone prima di avere il rilascio.

Ma di per sé é una libera scelta individuale se accettare queste “noie” burocratiche oppure se farsi il vaccino (e stare apposto per 9 mesi) oppure se cambiare le proprie prioritá in merito a frequenze quotidiane di bar, ristoranti e quant’altro.

In generale, molti hanno reagito male all’introduzione del Green Pass perché la narrazione fatta dai politici e dai rispettivi media non é stata sufficientemente contrastata da una piú precisa informazione su come stanno le cose allo stato attuale.

CONCLUSIONE: BILANCIA E CIPOLLA

Concludo con questa foto scattata pochi giorni fa: una bilancia e tre grosse cipolle.

Bilancia e cipolle

Voi direte: e che c’entra questa foto con l’argomento?

C’entra, c’entra.

É un messaggio per dire che, in primis, in tutta sta discussione bisogna avere la pazienza e la capacitá di sapere bilanciare le diverse posizioni, utilizzando una comunicazione appropriata.

La comunicazione appropriata non é fatta di un linguaggio aggressivo, feroce e offensivo (tipico di un certo squallido giornalismo italiano e del populismo ignorante, ahimé vera piaga italiana; e soprattutto tipico dei social media); piuttosto dovrebbe sfruttare un linguaggio fatto di serenitá, apertura mentale e supportato da dati verificabili e validati. E non da ritagli di giornali o titoli di articoli che veicolano le reazioni piú estreme.

E perché pure la cipolla?

La cipolla é la perfetta rappresentazione di come si dovrebbero affrontare le questioni. Esistono diversi strati, che passano da quello piú esterno a quello piú interno. Ognuno di essi é importante. Di sicuro non bisogna fermarsi a quello piú superficiale!

Statemi bene!

Andrea De Filippo

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ARGOMENTI O ARTICOLI ANALOGHI

Se puó essere di interesse, alle seguenti pagine ci sono altre mie riflessioni:

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