DDL Zan e il senso della misura perduto

DDL Zan e il senso della misura perduto

DDL Zan ed il senso della misura perduta. Fonte Foto: Web

Mercoledí 27 Ottobre 2021 il DDL Zan é stato affossato dalla votazione al Senato.

Su 287 presenti ci sono stati 154 voti a favore della richiesta di non passaggio all’esame degli articoli, ci sono stati 131 voti contrari e ci sono stati due astenuti.

Il centrodestra ha esultato. Il centrosinistra ha giocato subito al rimbalzo di responsabilitá.

Ho letto e sentito un pó di tutto in quei giorni.

Soprattutto tanta (e solita) caciara politica con accuse reciproche tra i partiti di sinistra (pseudo tale), alimentata dai vari giornalisti, influencer e politici che vivono oramai solo di populismo e giustizialismo, senza mai fare davvero una riflessione su quanto é accaduto.

È un modo di fare informazione (e disinformazione) lontano anni luce da quello che vorrei.

DDL Zan e il senso della misura perduto: centro destra, PD e M5S

In Italia abbiamo perso davvero il senso della misura. Su questo argomento, e su tanti altri.

Hanno perso il senso della misura tutti quei senatori che hanno esultato con cori da stadio alla notizia della bocciatura del DDL Zan. Vergogna é la parola che associo a quel gesto.

Hanno perso il senso della misura tutti quegli esponenti del centro-sinistra che si sono lamentati del voto a scrutinio segreto, peraltro previsto dal regolamento del Senato. Cioé fatemi capire: si sapeva da Luglio che il voto era a scrutinio segreto e quindi soggetto a decisioni piú individuali che di partito. Quindi invece di non fare assolutamente nulla durante tutta l’estate, non sarebbe stato piú logico lavorare per trovare una soluzione politica  ai punti di scontro sul DDL passato alla Camera? Incompetenti (o peggio disonesti, perché ho l’impressione che sia stato voluto lo scontro) é la parola che mi viene in mente.

Hanno perso il senso della misura tutti quegli esponenti politici (M5S e PD), supportati da svariati giornalisti e influencer, che hanno immediatamente puntato il dito contro Italia Viva dell’odiato Renzi.

La cosa piú comica (e triste) di questo aspetto é stata la totale mancanza di conoscenza dei numeri, prima e dopo le votazioni.

Supponiamo che Italia Viva si fosse presentata al completo (ma non é stato comunque cosí viste le 4 assenze) e supponiamo che non ci si fidi in toto di Italia Viva. Ci sono insomma 16 potenziali voti a rischio.

Supponiamo poi che il centro destra si fosse presentata al completo (ma non é stato cosí, con 5 assenti). Ci sono 135 (64 Lega +50 Forza Italia +21 FI) potenziali voti contrari.

Supponiamo poi che il centro sinistra e il Movimento 5 Stelle si fosse presentata al completo (ma cosí non é stato con 4 assenti). Ci sono 118 (6 Leu + 38 PD + 74 M5S) potenziali voti a favore.

Quindi a prescindere da IV, mancavano 17 voti per avere la maggioranza !! Non 16, maledizione.

E, c’era invece un bacino di 51 voti dal misto (ma in aula si sono presentati in 33) su cui dover lavorare per avere una posizione prevalente alla fine della votazione. E poiché di questo gruppo 7 di Idea-Cambiano si sarebbero giá schierati con il centrodestra rimanevano 44 voti potenzialmente utili a supportare il DDL Zan.

Tutto questo per dire che se PD & M5S avessero davvero lavorato per evitare assenze tra le loro fila e per portare dalla loro parte i 44 voti rimanenti (molti ex-M5S), cosa avrebbe o non avrebbe fatto Italia Viva sarebbe rimasto totalmente irrilevante. Intanto non lo sappiamo perché il voto era a scrutinio segreto.

Insomma, a Letta & company suggerisco un profondo esame di coscienza perché i numeri ci potevano essere.

Personalmente penso anche che Italia Viva non abbia votato contro: il DDL Zan nasce da una loro proposta (Scalfarotto, XVIII Legislatura – Lavori – Progetti di legge – Scheda del progetto di legge (camera.it)), e soprattutto é stato l’unico partito che nel governo Conte ha proposto qualcosa di decente (vedi il Family Act della ministra Bonetti, Dipartimento per le politiche della famiglia – Cosa prevede il disegno di legge Family Act (governo.it)). Ma come ho scritto: quello che ha fatto o non ha fatto IV conta relativamente.

Invece mi ha davvero deluso la reazione dell’attuale PD, che ha deciso di seguire il populismo giustizialista che ha fatto la fortuna del M5S negli anni passati, piuttosto che fare un mea culpa ed un’analisi obiettiva dellle cose: é piú facile puntare il dito contro il Renzi di turno. Ignavia é la parola che mi viene in mente se penso al PD su questa questione.

DDL Zan e il senso della misura perduto: Renzi e gli influencers

Ha perso il senso della misura lo stesso Renzi, che esattamente nel giorno di questa votazione si trovava in una conferenza in Arabia Saudita come relatore. Ora, la cosa era organizzata da prima della calendarizzazione delle votazioni al Senato, ed era anche un’attivitá di natura privata. E Renzi sicuramente non vuole perdere il suo ruolo come politico meno simpatico agli italiani (personalmente credo che in politica conti la bravura e non la simpatia o il populismo).

Ma, poteva evitarsela sta combinazione di eventi (assenza alla votazione e presenza in Arabia Saudita) ?

Secondo me, assolutamente sí. E una sola parola che mi viene ad associare alla sua azione non c’é. Sono indeciso tra due: incoscienza o strategia.

Hanno perso il senso della misura tutti quelli che hanno “seguito” di pancia l’affermazione di pancia del noto influencer (e pare futuro politico, ahimé) Fedez, spostando piú il focus sull’assenza di Renzi, volato in Arabia Saudita (poi ci torno pure su questo argomento, altra ipocrisia del momento italiano), che sul vero problema. Ovvero che adesso l’Italia é di fatto uno dei pochi paesi in Europa a non avere una legge sulla transfomobia.

È il fatto piú grave in tutto questa questione.

E per far capire quanto idiota (e controproducente) sia stato Fedez (non ce l’ho a priori con Fedez, basta leggere quanto scrivevo mesi fa: Concerto del 1° Maggio: la vicenda Fedez | EmigranTrailer) e chi lo ha seguito a ruota, basta pensare che dopo settimane si parla piú ancora di Renzi, dei suoi compensi in Arabia Saudita, che dell’assenza di questa legge. Ma maledizione!

A me verrebbe una sola parola per Fedez e company (Scanzi, Travaglio, etc.), ma mi limiteró ad usarne un’altra: populista.

DDL Zan e il senso della misura perduto: gli italiani

Hanno perso il senso della misura tutti gli italiani, amici e non, indignati (giustamente) per l’esito negativo della votazione al Senato.

Ehi Andre, e perché dici che hanno perso il senso della misura?

Perché molti di loro sono gli stessi che al Referendum del 2020 (Referendum 2020: votiamo con metodo | EmigranTrailer) hanno votato a favore della riduzione dei parlamentari pensando di fare un bene a se stessi e all’Italia.

Ehi Andre, si vabbé: ma adesso con la votazione al Senato che c’entra sto Referendum?

Personalmente c’entra se ci proiettiamo ad un futuro prossimo.

Mi verrebbe da dire: “Ecco. Benvenuti al futuro”.

La votazione al Senato di Ottobre 2021 é solo un esempio, un assaggio, di cosa ci aspetta nei prossimi anni quando entrerá in vigore l’esito referendario con numeri ancora piú ridotti di parlamentari, tra assenze strtaegiche e voti segreti. La parola che mi viene in mente in iniza per C e finisce per I, ma ne useró una con tono ironico: veggenti.

E alla prossima votazione antidemocratica o meglio anti diritti civili, prima di sfogarvi indignati su social o al bar, fate un passaggio davanti ad uno specchio e iniziate a rimproverare chi vi é di fronte.

Sempre con affetto.

Andrea

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ANDREA DE FILIPPO

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