CORONA VIRUS (COVID-19): etá, fumo, alcool, obesitá e salute tra le diverse nazioni

Tabella 1 – Dati COVID-19 aggiornati al 17 Marzo (fonte: WHO), popolazione e densita´abitativa

In questi ultimi giorni mi sono trovato a scambiare opinioni sul perche´ in Italia si sia avuta una cosi´ rapida diffusione ed una elevata percentuale di decessi. Sulle cause di decesso, ho gia´detto (e lo ribadisco), che gli unici autorizzati a dare una spiegazione scientifica sono i medici e gli esperti del settore, che hanno l´opportunita´di valutare accuratamente caso per caso.

In ogni caso, al di la´degli aspetti analizzati a livello nazionale per le differenti regioni italiane (http://www.emigrantrailer.com/2020/03/15/corona-virus-covid-19-fattori-di-contagio-e-decessi-in-italia/), mi sono chiesto se, tra le diverse nazioni (senza entrare nel singolo dettaglio delle regioni e delle province), ci fossero dei fattori comuni per spiegare le differenti percentuali che leggiamo in queste settimane.

Mi sono dedicato all´analisi dei dati (fonte WHO-World Health Organization al 17 Marzo) di 11 nazioni: Italia, Spagna, Iran, Corea del Sud, Francia, Germania, Cina, Regno Unito, Singapore, Giappone e Indonesia.

La scelta di queste nazioni nasce dal fatto che alcune sono quelle con il maggior numero di casi di COVID-19 (Cina, Italia, Iran, Corea), altre hanno visto un incremento  poco rapido dei casi (Giappone, Singapore, Indonesia), altre hanno visto un rapido incremento solo recentemente (Spagna, Francia, Germania e Regno Unito). Inoltre la scelta di queste nazioni mi ha dato l´opportunita´di analizzare dati da nazioni che differiscono per popolazione e densita´abitativa (vedi Tabella 1). Quest´ultimo fattore, come gia´spiegato nel precedente articolo, ha valore soprattutto su scala locale (regione e provincia).

La prima operazione che ho fatto e´stata quella di classificare le diverse nazioni in funzione della percentuale di casi di COVID-19 documentati rispetto alla popolazione nazionale (vedi Tabella 2). L´Italia si trova in testa a questa ipotetica classifica, seguita da Spagna e Iran. Nella colonna di destra ho poi calcolato la percentuale di decessi rispetto ai vari casi e l´Italia e´ancora al primo posto, seguita da Iran e Cina. La Spagna scende al quinto posto, appena dopo la Gran Bretagna. Ovviamente questa tabella fotografa la situazione allo stato attuale e bisogna considerare che nelle prossime settimane ci potrebbero essere variazioni a seconda delle misure restrittive che verranno adottate.

Tabella 2 – Dati COVID-19 aggiornati al 17 Marzo (fonte: WHO), percentuale di casi rispetto alla popolazione e percentuale di decessi rispetto al totale dei casi

Una volta creata questa base di dati ho cercato di incrociare i dati ufficiali pubblicati dal WHO con altri dati che potessero aiutare a comprendere le diverse situazioni riscontrate tra le varie nazioni. Il primo fattore che ho preso in esame é stato l´eta´ della popolazione e nello specifico la percentuale di over 65 (vedi Tabella 3). Come giá illustrato nel precedente articolo, l´Italia ha una presenza di over 65 molto piú alta di Cina, Corea, Iran e leggermente piú alta di Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna. La correlazione é buona ma non ottimale in quanto due casi sono fuori dal coro: il Giappone e l´Iran. Infatti il Giappone ha una percentuale di over 65 piú elevata di quella italiana ma ha una casistica di casi COVID-19 e di decessi molto inferiore all´Italia. L `Iran invece ha una percentuale molto bassa di over 65 e si trova invece ad avere una elevata casistica di casi COVID-19 e di decessi. Nota: per il Giappone, ho riportato il valore di 33% ma ho trovato fonti che indicano anche il 28% o il 29%. In ogni caso, sono i valori piú alti rispetto alle altre nazioni.

Tabella 3 – Dati COVID-19 aggiornati al 17 Marzo (fonte: WHO), popolazione over 65 e percentuale per nazione

Partendo da queste due incongruenze (e ben consapevole che le cause di velocitá di contagio e di decesso possono essere molteplici), ho deciso di approfondire su altri fattori. Il primo che ho analizzato é stato il numero di fumatori e la percentuale di fumatori per nazione (vedi Tabella 4). Per i dati ho fatto riferimento al rapporto “WHO global report on trends in prevalence of tobacco smoking 2015”. Nota: le tre nazioni indicate in rosso (Singapore, Gran Bretagna e Giappone) non fanno parte di questo rapporto WHO, e ho recuperato i dati dai siti dei relativi paesi; per la Corea non ho trovato dati statisticamente validi e quindi non ho indicato nulla.

Quello che emerge da questa tabella é che il fumo non sembra essere l´elemento determinante. Non ci sono grandi differenze tra Italia, Spagna, Francia, Germania e Cina. Il Giappone ha sicuramente una percentuale inferiore, ma ancora una volta ci sono due evidenti incongruenze. L´Iran ha una percentuale molto bassa di fumatori, mentre l´Indonesia ha la percentuale piu´alta e si trova all´ultimo posto per casi di COVID-19.

Tabella 4 – Dati COVID-19 aggiornati al 17 Marzo (fonte: WHO), fumatori e percentuale di fumatori

Ho proseguito quindi con l´analisi di altri fattori: la percentuale di obesi per nazione e il consumo di alcolici (vedi Tabella 5).

La cosa che mi é saltata subito all´occhio é stato il valore per l´Iran, uno tra i piú elevati. Quindi per questo paese “giovane” (tabella 3) e con “pochi fumatori” (tabella 4), ho trovato finalmente un parametro che giustifica la sua posizione in termini di casi COVID-19 e di decessi. L´altro dato che emerge é quello del Giappone: un paese “vecchio” (tabella 3) con un buon numero di “fumatori” (tabella 4) ma quello con il livello piú basso di obesitá.

Tabella 5 – Dati COVID-19 aggiornati al 17 Marzo (fonte: WHO), percentuale di obesi e consumo alcolici (ultime due colonne)

Interessante é notare che tutti i paesi asiatici di estremo oriente (Cina, Corea, Giappone, Singapore, Indonesia) sono quelli con i valori piú bassi di obesitá. Questo potrebbe spiegare anche il caso di Singapore, un paese ad oggi con relativamente pochi casi, zero decessi, eppure con una elevatissima densitá di popolazione e sicuramente con uno degli scali aerei piú frequentati. Ma su Singapore ho anche altre teorie e sto raccogliendo i dati per verificarle.

Tornando alla tabella 5, i dati del consumo di alcolici sono anche interessanti. Tralasciando il consumo totale, é interessante notare come Italia e Iran hanno una percentuale elevatissima di consumo di vino rispetto ad altri paesi e che nei paesi con alto consumo di vino c´é sicuramente una elevata casistica di casi. Sono incongruenti i dati di Cina e Corea, che peró hanno valori bassissimi di obesitá rispetto ai paesi europei. In ogni caso, mi sembra che questi due fattori (obesitá e consumo di alcolici/vino) valga la pena analizzarli in dettaglio, soprattutto per chi si sta occupando della casistica di decessi nelle regioni italiane. Potrebbero spiegare perché regioni limitrofe come Veneto, Emilia Romagna e Lombardia manifestano una dinamica diversa in merito ai decessi.

Questi ultimi dati sembrano spiegare gli iniziali incongruenti casi di Iran e Giappone.

L´ultimo aspetto a cui ho provato a darmi una risposta é stato il seguente: perché l´Italia e la Spagna, una volta avviato il contagio, hanno avuto una velocitá di diffusione cosí piú elevata rispetto alle altre nazioni europee? Analizzando i quattro pecedenti dati (etá, fumo, alcool e obesitá), di sicuro le nazioni europee sono quelle messe peggio, e tra loro ci sono delle differenze, ma nessuna cosí rilevante da giusticare il differente processo di diffusione del virus. Poiché sono un runner e uno sportivo, e sono fortemente convinto che lo sport faccia bene alla salute, sono andato a guardarmi allora se ci fossero indicazioni in merito alla pratica sportiva tra le diverse nazioni che potessero giustificare le differenze di Italia e Spagna.

Tabella 6 – Dati COVID-19 aggiornati al 17 Marzo (fonte: WHO), investimenti pubblici (in $) sulla salute pro capite e percentuale popolazione che fa attivitá sportiva almeno una volta alla settimana

In questo caso, mi sono affidato ai dati pubblicati dalla comunita´europea e riportate nella pagina delle statistiche (Eurostat) per la pratica sportiva e ai dati dell´OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development) per la spesa totale per la salute pro capite (vedi Tabella 6). Quello che emerge é che l´Italia ha la percentuale piú bassa (il 27%) di persone che fanno attivitá sportiva almeno una volta a settimana, seguita propria dalla Spagna (47%). Inoltre queste due nazioni sono quelle che mediamente investono di meno sulla salute, guardando i dati dell´OECD al 2014.

In conclusione, questa analisi supporta il messaggio che le persone e le nazioni piu´ a rischio sono quelle con una popolazione:

  • con una percentuale elevata di over 65;
  • con una percentuale elevata di obesi;
  • con un elevato consumo di alcolici/vino;
  • con una bassa percentuale di frequenti praticanti sportivi
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